Passeggiata nell’architettura moderna – LA STORIA DEL FORO ITALICO

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Domenica 13 Ottobre non poteva essere giornata migliore per accompagnare gli ospiti SCAIS durante la passeggiata culturale attraverso il Foro Italico, evento organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Roma. Il sole e le calde temperature hanno reso la partecipazione accogliente e piacevole. Fabio Bugli ha accompagnato gli 80 partecipanti con una lunga narrazione, durata oltre tre ore, riguardante gli aspetti architettonici e urbanistici che contraddistinguono il parco e gli edifici del Foro Italico. Ai piedi del monolite, uno dei punti focali del Foro, è cominciata la narrazione, introducendo cenni di quelle scelte urbanistiche che hanno caratterizzato l’impianto, il dimensionamento e la distribuzione degli edifici che costituiscono ancora oggi il Foro Italico.

Il folto gruppo ha iniziato la camminata verso l’edificio sede del CONI e di Sport e Salute SpA, già sede dell’Accademia di Educazione Fisica. Una breve pausa ha permesso di raccontare gli elementi caratterizzanti l’edificio. Il palazzo fu progettato dall’architetto Enrico Del Debbio nel 1927. È la prima opera del Foro Italico ad essere realizzata, e completato nel dopoguerra (1956/60). E’ composto da due corpi simmetrici di due piani, collegati da un elemento a ponte. Passando sotto questo elemento, un tempo aperto ed oggi chiuso da ampie vetrate, è stato possibile ammirare uno degli scorci delle opere del Foro Italico più mirabili, la vista verso lo Stadio dei Marmi, oggi Stadio Pietro Mennea. Lo stadio, progettato nel 1928 da Enrico Del Debbio insieme al primo piano generale dell’allora Foro Mussolini, venne portato a termine e inaugurato nel 1932. Sotto le gradinate perimetrali in marmo bianco di Carrara furono furono realizzati gli ambienti di servizio e i magazzini per gli attrezzi, tutt’oggi in uso. Percorsa la discesa verso il campo sportivo, una sosta sul campo in erba centrale ha offerto la possibilità di ammirare le opere che rendono unico questo esempio di architettura. Grazie alla collaborazione con l’Ufficio Marketing e Business Development, FPI eventi Foro Italico – Sport e Salute SpA, il gruppo ha avuto la possibilità di entrare nello Stadio Olimpico, attraverso il sottopassaggio di collegamento tra lo Stadio dei Marmi e lo Stadio Olimpico, percorso accessibile esclusivamente in occasione di eventi sportivi. Giunti sotto la curva Monte Mario, dopo le spiegazioni di carattere architettoniche, ha preso la parola Dario Bugli raccontando i dettagli tecnici e ingegneristici della realizzazione dello Stadio del 1990. Usciti dallo Stadio Olimpico, il percorso è proseguito verso la Fontana della Sfera. Realizzata tra il 1933 e il 1935 dagli architetti Mario Paniconi e Giulio Pediconi, la fontana è costituita da un’ampia vasca circolare al centro della quale emerge un basamento di forma quadrangolare su cui poggia la grande Sfera simbolo della universalità dei giochi sportivi. Il bacino intorno alla Sfera è decorato con mosaici a tessere di marmo bianco e nero rappresentanti soggetti marini, disegnati da Giulio Rosso e caratterizzanti il Viale del Foro Italico, già Viale dell’Impero, collegamento fisico tra il Monolite e la Fontana della Sfera. Il Viale copre un’area di 7000 metri quadrati costituiti da mosaici realizzati da Gino Severini e raffiguranti atleti, figure mitologiche e simboli sacri alla storia di Roma. Percorso il Viale si è giunti sotto il Palazzo delle Terme. Dopo brevi cenni sulla storia architettonica dell’edificio nel suo complesso, la passeggiata è proseguita all’interno. Le gradinate della piscina collocata al primo livello dell’edificio ha offerto la possibilità di una prima pausa, occasione unica per poter ammirare i mosaici, i dettagli dell’ambiente che accoglie la piscina, raccontati con importanti riferimenti architettonici e ingegneristici. Saliti al piano superiore si è giunti nella Sala Rossa, già Palestra del Duce, la quale ha perso molte delle sue attrezzature lasciando però in evidenza i pregevoli marmi e la famosa scala elicoidale, elemento caratterizzante l’ambiente. Da qui partecipanti sono stati divisi in due gruppi per dare modo di ammirare la piscina pensile situata all’ultimo livello dell’edificio. L’ambiente è decorato con mosaici e ampie vetrate ma in scala ridotta rispetto alla piscina situata al primo livello. Il tetto apribile originario ha purtroppo perso la sua funzionalità. Scesi al piano interrato dell’edificio, attraverso il collegamento interrato, si è giunti nell’invaso delle piscine scoperte. La descrizione, oltre a descrivere i dettagli delle piscine di realizzazione successiva ai primi edifici del Foro, precisamente realizzate nel 1960 e ampliate nel 1993 e 2000, ha permesso di riprendere la descrizione urbanistica che aveva dato avvio al lungo racconto. Da qui, attraversando il Viale delle Olimpiadi Fabio Bugli ha raccontato sui gradoni dello Stadio Nicola Pietrangeli, già Stadio della Pallacorda, dettagli architettonici e aneddoti che caratterizzano questi luoghi, oltre ad illustrare le opere temporanee e fisse che sono state realizzate e che hanno permesso di vivere ancora oggi questo luogo dedicato allo sport. Ripresa la passeggiata si è giunti all’ultimo edificio previsto in questa passeggiata di architettura e cultura: la Casa delle Armi. Raccontate le vicissitudini dell’edificio che hanno distrutto parte dei mirabili elementi che caratterizzavano l’edificio, si è potuto ammirare all’interno le eleganti forme che rendono ancora oggi questo edificio unico. Il gruppo sino a questo momento compatto si è dilatato nel vasto spazio in silenzio e ammirazione. La passeggiata non poteva che concludersi in modo migliore lasciando il desiderio di programmare appena possibile la possibilità di vivere le architetture del Foro Italico accompagnati da una attenta narrazione.