REPORT – Convegno “1960-2020 Sessant’anni dopo la Grande Olimpiade di Roma: lo sviluppo dell’architettura”

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Venerdì 9 Ottobre, nel Salone d’Onore del CONI, davanti ad una platea di architetti ma non solo, “ridotta” nel numero ( per il rispetto delle norme anti-covid) ma non nella dimostrazione d’interesse per il tema proposto, si è svolto il convegno per la ricorrenza del 60° anniversario della Grande Olimpiade di Roma del 1960, con l’intento di proporre anche delle nuove idee per il futuro dell’attività sportiva nella Capitale, sia a livello di riqualificazione degli impianti esistenti, sia a livello di una maggiore inclusione di tutte le fasce della popolazione nella pratica sportiva.

Il Convegno, organizzato dalla SCAIS in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma, è stato anche registrato per consentire la fruizione “a distanza” a coloro che, a causa appunto delle restrizioni sul numero dei partecipanti, non hanno potuto prendere parte all’evento in presenza.

Il convegno ha preso il via, dopo i saluti del Presidente del Comitato Scientifico SCAIS, Arch. Fabio Bugli e del Delegato dell’Ordine degli Architetti di Roma Arch. Maria Giuseppina Gimma, con una breve anticipazione da parte del Consigliere nazionale SCAIS, l’Arch. Gian Filippo Lo Masto, del progetto #360Inclusione, di cui sono promotrici le quattro Società Benemerite del Coni ( SCAIS, Panathlon, Special Olympics e U.N.V.S.) con il supporto di Fidal, ASI, OPES,CIWAS e OAR, il cui obiettivo è quello di diffondere l’attività motoria e fisica tra le categorie più “fragili” degli over 65 e delle persone con disabilità, soprattutto in questa fase di pandemia.

La prima parte è stato un interessante excursus sulla trasformazione del Foro Italico e della città di Roma, con un occhio di riguardo all’Eur, dal dopoguerra al grande evento dell’Olimpiade del 1960: l’Arch. Bugli prima e l’Arch. Gimma poi, ci hanno riportato con l’ausilio di materiale fotografico al fermento architettonico di quegli anni culminato con l’edificazione del Villaggio Olimpico e del Palazzetto dello Sport al Flaminio e la riqualificazione dell’EUR.

L’Arch. Francesco Scoppola e l’Arch. Pier Luigi Nervi si sono invece concentrati maggiormente sulla figura dell’Ingegner Pier Luigi Nervi, attore chiave dello sviluppo urbanistico di Roma per l’Olimpiade del 1960 con le sue famose opere, il primo privilegiando l’aspetto tecnico, il secondo quello nostalgico ed “emotivo”, in quanto nipote del celebre progettista.

Particolarmente apprezzato dai presenti è risultato il gradito intervento dell’Amministratore Delegato di Sport e Salute, Dott. Vito Cozzoli, che ha fatto da trait d’union per la seconda parte del convegno, una tavola rotonda molto animata in cui esponenti di spicco del mondo della politica, della cultura  e dello sport della città di Roma , si sono confrontati sull’importantissimo tema della riqualificazione urbana di Roma , con un particolare accento proprio sul recupero delle opere risalenti agli anni della Grande Olimpiade.

L’intervento del Dott. Cozzoli si è concentrato su un tema che assume un significato ancora maggiore nella contingenza attuale della pandemia, quello del valore dello Sport come elemento centrale nell’educazione alla salute e alla socialità delle persone, e sull’obiettivo di Sport e Salute di fare dell’impianto del Foro Italico un luogo di sport aperto tutto l’anno e a tutte le persone, partendo dalle attività sportive di base.

A seguire, è intervenuto il dott. Carlo Mornati, Segretario Generale del CONI, che ha illustrato l’eccezionale valore per la preparazione olimpica degli atleti azzurri prodotto dal Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, anch’esso realizzato per le Olimpiadi di Roma 1960 e giustamente intitolato al compianto Presidente del CONI di allora.

Si è poi entrati nel vivo della tavola rotonda, con gli interventi del Vice Presidente della Camera dei Deputati, l’On. Fabio Rampelli e del Senatore, nonché Presidente dell’ASI, Claudio Barbaro.

Entrambi hanno sottolineato come sarebbe auspicabile concentrarsi sul recupero di quanto Roma già possiede a livello di impiantistica sportiva. L’On. Rampelli non comprende come si possa pensare da anni alla costruzione di una nuova Città dello Sport (citando la Vela di Calatrava) quando si dispone di un impianto come il Foro Italico che andrebbe solamente riportato allo splendore originale.

Anche il Senatore Claudio Barbaro sposa questa tesi, sottolineando come lo stadio Olimpico e l’area che lo circonda soffrano di uno stato di necessità di maggiori attenzioni: a suo parere sarebbe inoltre opportuno concentrare gli sforzi dell’amministrazione comunale nella rivalutazione di ciò che si ha piuttosto che nella continua ricerca di nuovi progetti.

L’Arch. Luca Ribichini, Presidente della Commissione Cultura della Casa dell’Architettura di Roma, ha invece portato ad esempio la sua esperienza a Barcellona proprio negli anni di preparazione della città alle Olimpiadi del 1992, che sono state estremamente significative per lo sviluppo della città catalana: lì si respirava un’aria di orgoglio e soddisfazione dei cittadini per quanto la città stava facendo, nonostante gli ovvi disagi che questo poteva comportare nella vita quotidiana. Lo stesso clima non si respira invece a Roma, dove è difficile effettuare interventi di riqualificazione urbana senza causare malumori: servirebbe un cambio di mentalità.

Si sono invece concentrati su necessità pratiche gli interventi dell’Arch. Luca Montuori, Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, e del Dott. Eduardo Gugliotta, Responsabile del Servizio Incentivi dell’Istituto per il Credito Sportivo. L’Assessore ha posto l’accento su come le istituzioni dovrebbero riuscire a capire davvero quali siano i bisogni della Capitale in termini di riqualificazione e rigenerazione urbana, e quanto in termini economici sia necessario per raggiungere questi obiettivi.

Il Dott. Eduardo Gugliotta, come sempre particolarmente attento e disponibile a partecipare attivamente ai Convegni ed alle attività della SCAIS quale membro dell’ente preposto all’erogazione di finanziamenti per l’impiantistica sportiva, si è invece espresso favorevolmente sia sulle proposte presentate per la rigenerazione dell’area Flaminio – Villaggio Olimpico che sulla necessità di costruire nuove infrastrutture, confermando la presenza dell’Istituto del Credito Sportivo per ogni progetto volto al recupero degli impianti olimpionici di Roma 1960.

Ha chiuso il tavolo di confronto il Dott. Marco Perissa, Presidente di OPES, che ha posto l’accento sulla necessità di costruire e valorizzare impianti sportivi fruibili nella quotidianità, non solo dagli atleti quindi, ma anche dalle famiglie e dai bambini. Secondo lui l’architettura sportiva è uno degli asset fondamentali della società, per la diffusione di un concetto di vita sana, in cui lo sport ha un ruolo fondamentale. Il problema per quanto riguarda la città di Roma è l’idea che se ne ha di città – museo, che costituisce un ostacolo ogni qualvolta si voglia intervenire per riqualificare le sue strutture e renderle fruibili alla collettività.

Il convegno si è concluso con i saluti e i ringraziamenti dell’Arch. Maria Giuseppina Gimma, che si è detta soddisfatta del confronto e anzi ne ha auspicati altri per approfondire ulteriormente il tema della rigenerazione urbana di Roma, e dell’Arch. Fabio Bugli che ha dato appuntamento ai convenuti per le successive iniziative della SCAIS, in particolare per la “Passeggiata” nel Foro Italico alla scoperta delle opere di cui si è parlato nel convegno, prevista per la domenica successiva.