CONVEGNO Foro Italico – racconto di un pomeriggio di architettura, arte e cultura

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Venerdì 12 Ottobre, nel Salone d’Onore del CONI, affollato da architetti e ingegneri, riuniti da SCAIS per una celebrazione del Foro Italico quale luogo di sport unico al mondo ed espressione artistica tra le più alte del razionalismo italiano, si è svolto un lungo racconto di una storia rivissuta dal passato e proiettata nel futuro attraverso il presente, “Il Foro Italico: storia della costruzione di un luogo di sport”.

Il Convegno, moderato da Franco Vollaro, Vice Presidente SCAIS, ha preso inizio dopo i saluti del Presidente SCAIS, Dario Bugli, di Michele Maffei, Presidente della Benemerita CONI, AMOVA, che insieme all’Ordine degli Architetti di Roma, ha collaborato nella organizzazione del Convegno. Dario Bugli, dopo aver ringraziato per la loro presenza tra il pubblico i rappresentati di Federazioni e Benemerite del Coni, tra cui Sabatino Aracu della FIBR, Luciano Buonfiglio della FICK, Renato Di Rocco della FCI, Ruggero Alcanterini della CNIFP, ha preso la parola. Tra le persone citate da Bugli segnaliamo Giuseppina Gimma, che per conto dell’Ordine e a stretto contatto della SCAIS è stato organizzatore del convegno, Vincenzo Scionti, Consigliere SCAIS, ma soprattutto esponente CONI per la Redazione della normative Coni, Gigliola Del Debbio, figlia di Enrico Del Debbio, quest’ultimo figura presente costantemente durante il convegno “perché senza il lavoro di Del Debbio non ci sarebbe stato il Foro dedicato allo sport”. Durante la presentazione è giunto nel salone Giovanni Malagò, il Presidente del CONI, il quale è stato calorosamente accolto, rientrato nella stessa mattina dal suo viaggio in Argentina dove si sono svolti i III Giochi Olimpici giovanili estivi e reduce dalla elezione a membro permanente del CIO.

Ha preso la parola Giovanni Malagò, manifestando la sua grande soddisfazione per l’elezione quale membro CIO per il riconoscimento dello sport italiano, in particolar modo apprezzato all’estero ed emerso durante i Giochi Olimpici in Argentina, soprattutto alla luce delle medaglie vinte in occasione dell’evento. Ha ricordato la figura di Enrico Del Debbio, rivolgendosi alla figlia in sala, “riconoscendo il genio del suo papà”. Ha sottolineato come il Salone d’Onore sia rappresentativo di tutto il Foro Italico; dopo il recente restauro il Salone è stato riportato alla storia, sono state eliminate infatti le superfetazioni inserite negli anni, ed è stato aggiornato per il presente e il futuro con l’inserimento di nuove tecnologie. Ha ricordando che il Foro Italico è la seconda industria nella città, con la pratica sportiva e l’organizzazione di eventi sportivi presenti 365 giorni l’anno. E’ quindi, ha affermato, necessaria la piena capacità del CONI di mantenere un luogo unico per lo sport, un dovere, “non potendo esistere il CONI senza il Foro Italico”, e considerando il Foro “la mia casa” ne ha estremo rispetto. Soprattutto, ha concluso, è la “casa di tutti” e l’impegno e l’interesse da parte di altri è fondamentale.

Michele Maffei ha poi preso la parola, ringraziando la SCAIS per l’opportunità di partecipare ad un evento di celebrazione del luogo di sport che mirabilmente è rappresentato dal Foro Italico, illustrato nella Mostra Fotografica a corollario del convegno, mostra espressione delle qualità dello sport, non solo fisiche, quali “la moralità, la fantasia e creatività”. Ha chiuso il suo sentito intervento sottolineando come la benemerita che rappresenta, l’Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico, “è vicina a tutto ciò che rappresenta lo sport”.

Il segretario dell’Ordine degli Architetti di Roma, Alessandro Panci, ha prima di tutto portato i saluti del Presidente dell’Ordine, Flavio Mangione, che per una sovrapposizione di impegni di rappresentanza dell’OAR non è potuto intervenire. Ha proseguito sottolineando l’importanza del Foro Italico a Roma, quale luogo di sport e il suo valore architettonico e culturale, ha ribadito l’impegno dell’Ordine per la riqualificazione dei luoghi di pregio culturale e architettonico a Roma e il ruolo sociale che svolgono gli architetti nel proteggere esempi culturali tra cui il Foro Italico.

Ha concluso i saluti agli intervenuti, Gigliola Del Debbio, ringraziando il Presidente Malagò, il Presidente della SCAIS, Dario Bugli e Michele Maffei, Presidente di AMOVA, soprattutto per l’attenzione che viene dedicata al Foro Italico, “l’opera di mio padre” alla quale ha dedicato una buona parte della sua vita. La zona venne scelta da lui nel 1927 per la bellezza paesaggistica e per la possibilità di poter creare un grande complesso sportivo con gli invasi dei campi da gioco scavati al modo classico, impedendo inoltre che la zona venisse destinata a costruzioni intensive come il piano regolatore vigente di allora. Ora, a distanza di novanta anni dalla sua ideazione, si augura che il Foro Italico possa continuare ad essere un riferimento sia culturale che di immagine per i cittadini.

Gli interventi sono entrati nel vivo con Giuseppina Gimma, Delegato dell’Ordine degli Architetti di Roma per i Beni culturali, Restauro e Conservazione, una delle eccellenze nazionali nel restauro dei Beni culturali e della loro conservazione, che ha ripercorso con l’ausilio di contributi fotografici la vicenda dell’ideazione, la costruzione e quindi il completamento Foro Italico dalla seconda metà degli anni 20 del 900. Sin da quell’epoca, il governo italiano dell’epoca pur di fronte a problemi nazionali, sentì la necessità di creare un “luogo dello sport” ed incaricò un giovanissimo architetto, Enrico Del Debbio, di crearlo. Nacque cosi, solo dopo un decennio, con il contributo di altri importanti architetti del tempo, tra cui Moretti, Costantini, Paniconi e Pediconi, un gioiello di architettura e urbanistica. Sono stati illustrati i piani urbanistici del 1928 e 1930, i dettagli della prima costruzione, l’Accademia, le opere d’arte, i mosaici, le sculture che sono parte integrante di tutti gli edifici del Foro, come le Terme e la Casa delle Armi.

Francesco Scoppola, Direttore Generale Educazione e Ricerca del MIBAC, riprendendo la relazione di Giuseppina Gimma, dopo l’”elenco” di monumenti unici, non solo per la Città di Roma, ha sottolineato l’importanza della manutenzione ai fini della conservazione, per evitare, riferendosi al Foro Italico che ogni elemento che lo compone possa perdersi o distruggersi. Il Foro è fondamentale, non solo dal punto di vista architettonico, ma contiene in sé lo sviluppo urbanistico rappresentativo della crescita della città di Roma nel periodo storico di fondazione del Foro e che ha visto il suo sviluppo di città verso una dimensione nazionale e poi imperiale. Ha concluso che è stato fondamentale per la conservazione delle opere del Foro il vincolo imposto nel 1989, non solo architettonico ma di tutte le forme d’arte che gli appartengono.

La prima parte ha visto come ultimo intervento il “racconto” di Paolo Pedinelli, responsabile dell’Ufficio Beni Storici e Culturali del CONI, il quale, iniziato a studiare il Foro Italico “per caso” ne è stato attratto visceralmente. Dopo le prime difficoltà a reperire informazioni e fonti, nel tempo sono stati ritrovati riferimenti fondamentali per studiare sin nel dettaglio un’opera culturale quale il Foro Italico. Il Foro, afferma, non ha solo una funzione sportiva, ma anche estetica, emozionale, iniziata nel 1928 come un “sogno”. Questi aspetti vengono manifestati in modo semplice, basta pensare, sottolinea, che sono solo 4 i colori del Foro, il rosso delle pareti, il bianco delle sculture, il verde della natura e l’azzurro del cielo che accoglie tutte le opere. Tutte le persone che hanno vissuto e vivono il Foro, hanno la possibilità di “attraversare l’architettura” non solo fisicamente ma emozionalmente, come è stato per lui, ad esempio, il passaggio nel tunnel dall’Olimpico fino allo Stadio dei Marmi con un campione olimpico del 1960 e vederne la sua commozione alzando al cielo la sua medaglia d’oro.

Il coffee break, offerto dal CONI, ha offerto ai partecipanti l’occasione di una pausa accolta con piacere dai partecipanti per una prima visita alla mostra fotografica “Foro Italico: arte, storia, architettura” organizzata da SCAIS nel Salone d’Onore e allestita da ARCO Studio Srl. I 30 pannelli storico-fotografici esposti, realizzati grazie al contributo dell’Associazione Culturale Don Chisciotte, ed in particolare di Carlotta Pallottino e Renata Pannelli, sono stati esposti lungo due percorsi virtuali, le prime opere realizzate nel Foro Italico, durante il periodo in cui ha operato Enrico Del Debbio, e le opere successive, durante il periodo in cui Luigi Moretti era a capo dell’Ufficio Tecnico della ONB. In particolare i pannelli fotografici erano suddivisi in tre temi principali, i Luoghi e la Storia, Protagonisti, le Grandi Opere.

Eduardo Gugliotta, Responsabile del Servizio Incentivi di ICS, Istituto per il Credito Sportivo, presentato da Dario Bugli ha iniziati gli interventi della seconda parte del Convegno “Il Foro Italico: storia della costruzione di un luogo di sport”. Dopo aver riportato i saluti del Presidente dell’ICS, Andrea Abodi, assente per motivi istituzionali, ha spiegato ai presenti in sala i vari servizi di finanziamento disponibili, a beneficio soprattutto di un aspetto fondamentale nell’impiantistica sportiva,e introdotto da Francesco Scoppola, ovvero la manutenzione. Ha illustrato quante possibilità hanno i Comuni per mantenere efficienti le strutture sportive e gli accordi che l’ICS sta sottoscrivendo, ad esempio con l’Agenzia del Demanio, per la riqualificazione delle opere pubbliche. In ultimo ha spiegato i possibili finanziamenti che legano il pubblico e il privato per la realizzazione o manutenzione di opere non solo a servizio dello sport ma anche della cultura.

Diego Molineris Nepi, Direttore Marketing e Sviluppo della CONI Servizi, ha raccontato il suo lavoro e impegno nel Foro Italico con l’ausilio di due video, realizzati per mezzo di droni con bellissimi scorci del Foro dall’alto durante alcuni eventi sportivi che si svolgono durante l’anno. Nepi ha sottolineato quanto il Foro abbia “qualcosa di magico”, che non c’è un unico aggettivo per rappresentarlo. Chi lavora per il Foro Italico, afferma, è spinto sempre a dare il massimo, per il forte rispetto che questo luogo richiede. Il Foro Italico accoglie 365 giorni l’anno eventi ed attività sportive, da attività amatoriali a grandi eventi. Nel corso degli anni la crescita degli eventi sportivi di carattere nazionale o internazionale ha comportato un aumento del fatturato tanto da ipotizzare che in un futuro l’organizzazione del Foro Italico possa ritenersi indipendente dalle società che investono per gli eventi. Allo stato attuale ed in questo possibile scenario è e sarà possibile investire nel recupero delle strutture, nelle opere che sono presenti nel Foro per una riqualificazione integrale di questo luogo. Gli eventi sportivi di grande interesse si sono mantenuti e sono in aumento per l’eccezionalità del luogo tanto da considerarlo un Hub di investimento straordinario. Dal 2006 al 2018 la crescita è stata costante e sempre più eventi sono stati programmati in joinventure tra Foro Italico, Federazioni e società investitrici, come per gli Internazionali del Tennis con la realizzazione di un ulteriore “stadio” provvisorio o il Gran Prix di Taekwondo che ha visto la realizzazione di una copertura provvisoria dello Stadio Pietrangeli nel pieno rispetto del luogo e delle opere presenti. Questi risultati hanno evidenziato come sia possibile realizzare strutture temporanee per accogliere eventi in grande scala, tanto da portare alla progettazione di un concept innovativo, il TFS X.0, che prevede la realizzazione di uno stadio mobile e trasformabile per accogliere diverse tipologie di eventi.

Dopo la visone futura delle possibilità di utilizzo del Foro quale luogo di sport, Amedeo Schiattarella, Presidente della IN/ARCH Lazio, nella sua relazione ha sottolineato l’aspetto culturale che questo luogo contiene e lo sviluppo, che al pari di quello sportivo può accogliere come luogo di arte e cultura. Partendo dal ruolo sociale e culturale che hanno gli architetti, ha introdotto  la sua relazione ricordando una delle opere d’arte presenti nel Foro, la Casa delle Armi, e come negli anni, partendo da Tagliani e Veltroni, lui stesso abbia cercato di offrire all’Ordine degli Architetti un ambiente di tale prestigio. La necessità di un luogo culturale in cui accogliere le attività dell’ordine ha poi ottenuto un importante risultato, ovvero l’Acquario Romano, attualmente sede dell’Ordine. Ha quindi proseguito e spiegato il ruolo culturale del Foro Italico, evidenziando in una mappa di Roma Nord attività ed edifici strategici limitrofi al Foro tanto da poter affermare che nel raggio di 4/5Km si è formato un Distretto Culturale, anch’esso unico al mondo. Alcuni edifici di questo Distretto non accolgono alcuna attività, sono stati opere dedicate allo sport o alla cultura ma che potrebbero essere destinate ad attività di prestigio dal punto di vista culturale, come la Casa delle Armi, perché no, per accogliere il lavoro di chi, gli architetti, ha creato tra le opere ricordate qualcosa di unico, ovvero il Foro.

L’ultimo intervento è stato di Fabio Bugli, presidente del Comitato Scientifico della SCAIS. Il suo intervento ha avuto come sfondo l’immagine di un ragazzo, intento a saltare con lo skateboard in prossimità dell’obelisco del Foro Italico. Tale immagine ha spiegato Bugli è emblematica perché rappresenta due aspetti fondamentali per il Foro, lo sviluppo di nuovi sport (lo skateboard sarà disciplina olimpica nel 2020) e la necessità di spazi per essi, perché se si dotassero le città di impianti per la pratica di questi nuovi sport i ragazzi non profanerebbero le opere d’arte. Ha illustrato la “nuova” tipologia di impianti – nuova per le nazioni in cui viene praticato lo skateboard agonistco da pochi anni – sottolineando i costi ridotti di realizzazione, la loro semplicità di esecuzione, i materiali utilizzati. Ha concluso l’intervento indicando la fattibilità di realizzazione in un’area libera presente in prossimità delle Foresterie Nord del Foro Italico, un’area comunale, destinata un tempo a deposito di automobili.

Dario Bugli nelle conclusioni ha ringraziato il CONI per l’ospitalità offerta per l’organizzazione del Convegno e della Mostra Fotografica, per aver compreso quanto l’esaltazione di questo luogo sia fondamentale per il suo sviluppo. Ha invitato poi i convenuti alle visite guidate della Mostra “Foro Italico: arte, storia, architettura” previste durante la mattina del giorno successivo. Ha salutato i presenti, tra cui Gilberto Valle e Margherita Eichberg, Sovrintendente Lazio settentrionale, Erica Milic, Segretario Generale SCAIS, Stefania Montagna, Consigliere SCAIS, anticipando il prossimo appuntamento, ovvero una visita guidata presso il Palazzo delle Terme, ed in particolare nella Palestra del Duce e la piscina pensile, in fase di organizzazione.