Report seminario 12/06/26 l’Aquila – “PROGETTARE IMPIANTI SPORTIVI: realizzazione e riqualificazione energetica degli impianti sportivi”
Dopo il successo del Convegno svolto sempre a L’Aquila il 29 maggio, si è sviluppato presso la sede di ANCE L’Aquila una nuova giornata formativa dedicata al futuro dell’impiantistica sportiva, con un focus su sicurezza, sostenibilità energetica, inclusione e qualità progettuale. Al centro del confronto, una nuova visione degli impianti sportivi: non semplici luoghi per la pratica sportiva, ma spazi pubblici capaci di generare benessere, partecipazione, sicurezza e sviluppo per le comunità.
È questa la visione emersa a L’Aquila nella giornata formativa organizzata dall’architetto Alfredo D’Ercole per in collaborazione con SCAIS,.
L’incontro, organizzato da SCAIS in collaborazione con la Scuola Regionale dello Sport del CONI Abruzzo, ANCI Abruzzo e ANCE L’Aquila, ha riunito istituzioni, tecnici, professionisti e amministratori intorno a un tema oggi centrale per il territorio: ripensare gli impianti sportivi come infrastrutture moderne, sicure, sostenibili e accessibili. In Abruzzo il patrimonio impiantistico è ampio e diffuso, ma molte strutture necessitano di interventi di adeguamento, efficientamento energetico e riqualificazione funzionale.
A guidare il filo narrativo della giornata è stato l’Architetto Franco Vollaro, Vice Presidente Vicario di SCAIS, che ha accompagnato i lavori con una lettura ampia e trasversale del tema dell’impiantistica sportiva. Nel suo ruolo di moderatore, Vollaro ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di superare una visione puramente tecnica degli impianti, invitando a considerarli come parte di un sistema complesso e interconnesso. Non semplici strutture fisiche, dunque, ma veri e propri ecosistemi nei quali convivono normativa, progettazione, gestione, sicurezza, sostenibilità, pratica sportiva e funzione sociale. Una prospettiva che ha contribuito a dare unità al confronto, evidenziando come il futuro degli impianti sportivi passi dalla capacità di far dialogare competenze, istituzioni, mondo sportivo e comunità locali.
A portare i saluti istituzionali è stato il Presidente di SCAIS, Dario Bugli, anche a nome del Presidente del CONI Abruzzo, Antonello Passacantando. Bugli ha richiamato il valore strategico dello sport come motore di crescita sociale e territoriale. Il tema dell’impiantistica, infatti, non riguarda soltanto l’attività agonistica, ma incide direttamente sulla qualità della vita, sulla partecipazione dei cittadini e sulla capacità delle comunità di costruire luoghi più vivibili e inclusivi.
Il ruolo degli enti locali nella programmazione e nella valorizzazione delle infrastrutture sportive è stato al centro dell’intervento di Massimo Luciani, Direttore di ANCI Abruzzo. Luciani ha evidenziato come i Comuni siano oggi chiamati a svolgere una funzione decisiva: non più soltanto amministratori di strutture esistenti, ma protagonisti di una nuova visione dello sviluppo urbano e territoriale. In questa prospettiva, lo sport diventa uno strumento concreto di rigenerazione, coesione sociale, sostenibilità e miglioramento dei servizi per i cittadini. Gli impianti sportivi, ha sottolineato, assumono così un valore che supera la dimensione agonistica, trasformandosi in presìdi di comunità capaci di generare partecipazione, qualità della vita e nuove opportunità per i territori.
Il tema della sicurezza degli impianti e delle manifestazioni aperte al pubblico è stato approfondito dall’ingegnera Serena Parlante, Dirigente Ingegnere della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che ha illustrato il ruolo strategico delle Commissioni Provinciali di Vigilanza. Nel suo intervento, Parlante ha richiamato l’importanza di un approccio rigoroso alla sicurezza, fondato su corrette procedure autorizzative, prevenzione dei rischi, conformità tecnica e controllo degli edifici destinati ad accogliere pubblico. Elementi essenziali per garantire impianti non solo funzionali, ma realmente sicuri, accessibili e fruibili da cittadini, atleti e spettatori.
Ampio spazio è stato dedicato al tema delle buone pratiche progettuali con l’intervento dell’ingegner Dario Bugli, Presidente nazionale di SCAIS, figura di riferimento nel panorama dell’impiantistica sportiva. Attraverso esempi concreti, esperienze maturate sul campo e casi di qualità, Bugli ha evidenziato come la progettazione di un impianto sportivo non possa limitarsi alla sola funzionalità degli spazi, ma debba essere capace di integrare sicurezza, sostenibilità, accessibilità, efficienza gestionale e valore sociale. Il suo intervento ha mostrato con chiarezza come un progetto ben concepito possa trasformare l’impianto sportivo in una vera infrastruttura di comunità: un luogo moderno, sicuro e inclusivo, pensato non solo per ospitare attività sportive, ma per rispondere ai bisogni concreti dei cittadini e contribuire alla crescita del territorio.
Il tema dell’accessibilità è stato affrontato dall’architetto Fabio Bugli, Presidente del Comitato Scientifico SCAIS, che ha posto l’attenzione su una sfida fondamentale della progettazione contemporanea: realizzare impianti sportivi davvero aperti a tutti. Nel suo intervento, Bugli ha richiamato la necessità di superare l’idea di accessibilità come semplice abbattimento delle barriere architettoniche. Rendere uno spazio sportivo inclusivo significa infatti pensare non solo alle persone con disabilità fisica, ma anche a chi vive una disabilità intellettiva, cognitiva o relazionale, progettando ambienti comprensibili, accoglienti, sicuri e facilmente fruibili. Percorsi chiari, spazi leggibili, segnaletica efficace, autonomia negli spostamenti, comfort ambientale e attenzione alle diverse modalità di orientamento e partecipazione diventano così elementi essenziali di una progettazione realmente inclusiva. L’accessibilità, ha evidenziato Bugli, non è soltanto un obbligo normativo, ma una scelta culturale e sociale: progettare impianti sportivi aperti a tutti significa garantire pari opportunità, dignità, autonomia e partecipazione, trasformando lo sport in un autentico diritto di cittadinanza.
In questo quadro, particolarmente significativa è stata la presenza dell’Ordine degli Architetti della Provincia dell’Aquila, rappresentato dal Vice Presidente Architetto Walter Emilio Pace, il cui contributo ha richiamato il ruolo centrale della cultura del progetto nella realizzazione e nella riqualificazione degli impianti sportivi. Nella sua riflessione ha posto l’accento sull’importanza di concepire le strutture sportive non solo come edifici funzionali alla pratica sportiva, ma come luoghi urbani di relazione, inclusione e qualità della vita, capaci di incidere positivamente sul territorio e sulle comunità che li abitano.
Uno dei passaggi più tecnici, ma anche più centrali della giornata, è stato affidato all’architetto Alberto Roscini, referente del Servizio Impianti Sportivi del CONI Lombardia, che ha guidato i partecipanti dentro il sistema dei pareri CONI e il quadro normativo dell’impiantistica sportiva. Roscini ha chiarito un punto spesso oggetto di equivoci: il parere CONI e l’omologazione non sono la stessa cosa. Il primo interviene nella fase progettuale e riguarda l’impianto nel suo complesso, verificandone la coerenza con i requisiti tecnico-sportivi; la seconda, invece, è di competenza delle Federazioni Sportive e viene rilasciata a opera conclusa, ai fini dello svolgimento dell’attività agonistica. Nel suo intervento ha ribadito come il parere CONI non debba essere letto come un semplice adempimento amministrativo, ma come uno strumento di tutela e qualità. Un passaggio fondamentale per accompagnare correttamente la progettazione, prevenire criticità e garantire impianti sicuri, funzionali e conformi alle esigenze dello sport e delle comunità.
Energia e sport si sono incontrati nella sessione pomeridiana con l’intervento della dott.ssa Silvia Chiassai, Presidente della Fondazione CER Italia e Sindaco del Comune di Montevarchi, che ha acceso i riflettori sulle opportunità offerte dalle Comunità Energetiche Rinnovabili applicate agli impianti sportivi. Palazzetti, piscine, palestre e centri sportivi — strutture quasi sempre energivore e molto frequentate — possono diventare protagonisti della transizione energetica: luoghi capaci non solo di consumare energia, ma anche di produrla, condividerla e trasformarla in valore per il territorio.
Chiassai ha evidenziato come le CER possano rappresentare una risposta concreta alla crescita dei costi energetici, favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni, una maggiore autonomia energetica e benefici economici, ambientali e sociali per cittadini, associazioni sportive e amministrazioni locali. Il messaggio emerso è stato chiaro: fare squadra non solo nello sport, ma anche nell’energia. Perché progettare oggi un impianto sportivo significa guardare all’intero ciclo di vita dell’opera, dalla gestione dei consumi alla durabilità, dalla qualità ambientale degli spazi alla capacità di generare sviluppo sostenibile per la comunità.
L’ingegner Salvatore Baldassarra, componente del Comitato Scientifico SCAIS, ha portato l’attenzione su un aspetto spesso meno visibile, ma decisivo nella qualità di un impianto sportivo: la progettazione tecnologica. Dall’illuminazione agli impianti termici, dalla ventilazione ai sistemi di automazione e controllo, Baldassarra ha evidenziato come le dotazioni tecnologiche siano oggi il cuore operativo delle strutture sportive. Non semplici componenti tecniche, ma strumenti essenziali per garantire comfort, sicurezza, efficienza energetica, sostenibilità e qualità gestionale. Il suo intervento ha sottolineato come una progettazione impiantistica integrata consenta di migliorare le prestazioni delle strutture, ridurre i costi di esercizio e accompagnare l’intero ciclo di vita dell’opera, trasformando l’innovazione tecnologica in un fattore concreto di qualità e durata.
A chiudere il percorso degli approfondimenti è stato Alfredo D’Ercole, Consigliere nazionale SCAIS e Direttore Tecnico della società di Verifica Progetti VALIDARE srl, che ha affrontato il tema della progettazione e della verifica degli impianti sportivi. La verifica, ha ricordato, non è un ostacolo né un semplice controllo formale, ma uno strumento essenziale per prevenire criticità, ridurre errori progettuali, migliorare affidabilità, tempi, costi e sostenibilità degli interventi. Un buon progetto non teme la verifica: la utilizza come occasione di crescita tecnica e garanzia di qualità.
Il seminario ha confermato una visione chiara: l’impiantistica sportiva non è più soltanto una questione tecnica, ma una sfida strategica che intreccia sport, urbanistica, energia, sicurezza, inclusione e politiche pubbliche. Investire in impianti moderni significa investire nella salute, nella partecipazione e nella qualità della vita dei territori. Perché lo sport non si esprime solo nelle competizioni, ma vive nei luoghi che ogni giorno accolgono persone, relazioni, educazione e futuro.
