Report passeggiata architettonico sportiva nei luoghi dello sport di Roma Antica e Moderna

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Giovedì 21 maggio l’Arch. Fabio Bugli, Presidente del Comitato Scientifico SCAIS, ha accompagnato un gruppo di oltre cento ingegneri in un’interessante passeggiata architettonico-sportiva alla scoperta della storia del Circo Massimo, il più grande stadio della storia.

I partecipanti sono stati coinvolti in un viaggio nel tempo che ha toccato le varie fasi di vita di quello che fu il più grande polo di aggregazione sociale per la popolazione di Roma a partire dal periodo repubblicano.

Il Circo Massimo si configura, fin dalle sue origini, come luogo di aggregazione e spettacolo anche grazie alle sue notevoli dimensioni: non a caso si tratta di una delle strutture per spettacoli più grandi dell’antichità, con i suoi 600 metri di lunghezza e 140 di larghezza. E’ inoltre legato alla leggenda sulla nascita di Roma, in quanto qui avvenne il ratto delle Sabine. Secondo la tradizione le corse ippiche furono istituite da Romolo, mentre le prime costruzioni nella valle sono da attribuire al re Tarquinio Prisco, in particolare quella della Cloaca Maxima

Le gare si svolgevano al centro: i carri correvano attorno alla spina, una piattaforma decorata con statue, vasche e tempietti e con gli obelischi egizi di Ramsete II  (l’Obelisco Flaminio, arrivato a Roma nel 10 d.C. e oggi sito in Piazza del Popolo) e Tutmosis III (l’Obelisco Laterano, attualmente ubicato in Piazza San Giovanni in Laterano). La facciata esterna aveva tre ordini: solo quello inferiore, di altezza doppia, era ad arcate. La cavea poggiava su strutture in muratura, che ospitavano i passaggi e le scale per raggiungere i diversi settori dei sedili, ambienti di servizio interni e botteghe aperte verso l’esterno.

Sotto Tiberio e Nerone furono svolti lavori di ampliamento e ristrutturazione  e un arco venne eretto da Tito nell’81 al centro del lato corto curvilineo: si trattava di un passaggio monumentale integrato nelle strutture del circo. Dopo un grave incendio sotto Domiziano, la ricostruzione venne completata da Traiano nel 103: a quest’epoca risalgono la maggior parte dei resti conservatisi.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, l’area del Circo Massimo subì numerose trasformazioni. Nel medioevo venne realizzato un nuovo acquedotto e venne eretta la Torre della Moletta, ancora presente sul lato meridionale.

Nel XIX secolo l’area venne invece usata per insediamenti industriali e artigianali e ospitò persino un Gazometro. Fino al 1934 fu anche attivo il cimitero ebraico, poi spostato al Verano. In seguito l’area è ceduta al Partito Nazionale Fascista, che la utilizzò, per l’alto valore simbolico, per i suoi eventi. Nello spazio del circo si organizzarono, poi le grandi mostre degli anni 1937-40 (del tessile, del minerale, delle colonie estive).

Seconda tappa della visita è stata lo Stadio Nando Martellini presso le Terme di Caracalla. Qui la visita ha assunto una connotazione più tecnica, con la spiegazione di come si progetta e costruisce una pista di atletica e quali tipologie di pavimentazione sia corretto utilizzare.