Report Seminario “#360inclusione: Rigenerazione Urbana e Sport City”

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Il giorno 29 marzo la SCAIS ha organizzato, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma, il suo primo webinar in una modalità alternativa, ovvero con la maggioranza dei relatori riuniti, nel rispetto delle normative anticovid, nella prestigiosa location della Sala Giunta del Coni, per dare la giusta dignità all’evento che si proponeva di trattare un tema importantissimo come quello della rigenerazione urbana.

Il Presidente Ing. Dario Bugli ha dato l’avvio al seminario presentando brevemente la SCAIS e le sue attività nel settore dell’impiantistica sportiva che spaziano dal supporto tecnico all’alta formazione.

È poi intervenuto il Presidente del Coni Dott. Giovanni Malagò che ha evidenziato l’importanza del tema della rigenerazione che, soprattutto in questa fase di pandemia, deve subire un’accelerazione: le nuove smartcity devono avere al centro lo sport, l’offerta dei servizi non può prescindere dal recupero di spazi abbandonati da adibire all’attività sportiva. Un esempio eclatante è rappresentato dalla vittoria delle città di Milano e Cortina nella corsa come sede delle Olimpiadi Invernali del 2026 con un dossier basato al 90% su impianti riutilizzati: si tratta di un vero e proprio case history nello studio dell’impiantistica sportiva.

Il Segretario dell’OAR Alessandro Panci ha ricordato l’Architetto Giuseppina Gimma recentemente scomparsa, colei che per prima ha portato avanti questa collaborazione formativa tra Scais e l’Ordine e che ha fortemente voluto questo evento. Ha inoltre evidenziato l’importanza nella rigenerazione, intesa come processo temporale di riconversione economica e sociale, di cui l’attività sportiva è un aspetto inscindibile, della sinergia fra attori pubblici e attori privati, cioè le comunità locali che non possono essere escluse poiché abitano le realtà interessate da questi processi.

L’Arch. Franco Vollaro, in qualità di membro del Comitato Regionale CONI Lazio, dopo aver portato i saluti del Presidente Dott. Riccardo Viola, ha sottolineato come l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile preveda l’implementazione di città rinnovate, inclusive, sostenibili ed accessibili a tutti e ponga lo sport tra gli obiettivi di sviluppo. Per perseguire questi obiettivi è necessario che ci sia la collaborazione di tutti gli attori coinvolti e un’azione capillare sul territorio.

L’Arch. Tullio Lucci ha invece portato la sua esperienza trentennale nel settore dei lavori pubblici, che lo ha portato ha sviluppare una forte sensibilità verso il recupero di spazi urbani soprattutto nelle parti di territorio più emarginate: l’aspetto più problematico è quello di trovare risorse economiche e il Governo ha proprio per questo approvato nel 2019 un decreto noto come ”Sblocca Cantieri” che dà una forte importanza al tema della Rigenerazione Urbana, stanziando anche un’ulteriore somma con la Legge di Bilancio 2020. Si tratta di un’occasione da non perdere per portare avanti dei progetti di riqualificazione di aree urbane degradate. Ha poi introdotto il caso di Tivoli, area periferica della Provincia di Roma degradata in alcune sue parti, per la quale, in collaborazione con l’Arch. Federica Mares, altra relatrice del convegno, ed altri tre colleghi, ha ideato un progetto di riqualificazione di quella parte del territorio attraverso interventi finalizzati alla pratica sportiva: auspica che con questi nuovi stanziamenti di risorse il progetto possa essere realizzato.

Si è poi entrati nella parte del seminario dedicata alle relazioni più tecniche sul tema, introdotte dall’Arch. Roberta Bocca, coordinatrice della Commissione Tecnica della Formazione dell’Ordine degli Architetti, che dà estrema importanza al tema della rigenerazione urbana e delle Sport City. Ha sottolineato come un evento negativo come la Pandemia da Covid-19 possa costituire un’importante occasione di concretizzazione di questi processi di cui si parla già da anni.

Moderatore della seconda parte è stato l’Architetto Fabio Bugli, presidente del Comitato Scientifico Scais, che ha brevemente introdotto il progetto #360inclusione, realizzato da quattro Associazioni Benemerite del Coni tra cui la Scais (le altre sono Panathlon Italia, UNVS e Special Olympics) proprio sul tema della rigenerazione urbana da un punto di vista sportivo che ha come obiettivo quello di riportare ad una vita sociale attiva che, con la pandemia, ha subito una forte battuta d’arresto, tutte le categorie sociali, soprattutto le più deboli quali gli over 65 e le persone affette da disabilità in un’ottica di inclusione sociale. Proprio su questo tema è stato molto gradito il breve ma significativo intervento del Dott. Vito Cozzoli, Presidente di Sport e Salute, che ha raccontato dell’attività che la Società porta avanti già da qualche mese denominata “Sport nei Parchi”, che prevede la destinazione di aree verdi pubbliche allo svolgimento di libere attività sportive e che sta avendo un grande successo come dimostra la massiccia ed inaspettata adesione al progetto di ben 1600 comuni.

Il Dott. Cozzoli ha poi ceduto la parola al Dott. Federico Eichberg che, in collegamento da remoto, ha affrontato un tema molto importante ed attuale quale quello del Recovery Plan, a cui sta lavorando in prima persona in qualità di esperto, all’interno del quale il tema della rigenerazione urbana trova ampio spazio in tutte le 6 aree di progetto previste. Il Dirigente del MISE ha spiegato per ogni area quale sia lo spazio riservato al tema della riqualificazione degli spazi urbani: per quanto riguarda la mission l, legata alla digitalizzazione ma anche alla cultura, il tema è evidente nel blocco di interventi legati al settore turistico- culturale, in cui è dato grande risalto alla valorizzazione sia dei piccoli borghi storici che di luoghi periferici comunque forieri di identità territoriale; nell’area 2, dedicata alla transizione ecologica, vengono portati avanti progetti legati all’efficientamento energetico, all’utilizzo di energie rinnovabili e al recupero sostenibile di edifici abbandonati. Nell’obiettivo 3, che ha come tema le infrastrutture e la mobilità, si parla di rigenerazione delle aree limitrofe alle stazioni, spesso degradate soprattutto nel Sud del Paese; nell’ambito 4 dedicato alla ricerca e all’istruzione viene affrontato il tema della realizzazione di servizi abitativi per studenti universitari e dei fondi da dedicare alla messa in sicurezza e ristrutturazione di asili nido e scuole dell’infanzia. La componente 5, ovvero quella di coesione territoriale e sociale, è quella in cui il tema della rigenerazione è presente in maniera preponderante con l’obiettivo della rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente nelle città metropolitane e della riqualificazione delle aree periferiche prive di servizi portando avanti il programma di qualità dell’abitare e dell’housing sociale. Proprio in questo ambito si presta grande attenzione al tema dello sport cui è dedicato un budget di 700 milioni (a cui vanno aggiunti 180 milioni stanziati con la Legge di Bilancio): il tema fondamentale è quello del forte legame tra sport e periferie proprio per valorizzare queste ultime. Il Dott. Eichberg ritiene fondamentale riuscire a spendere nel modo migliore queste risorse che l’Unione Europea ha messo a disposizione per l’uscita dalla pandemia.

Si è a questo punto passati all’intervento dell’Arch. Francesco Scoppola che, dopo una lunghissima carriera nel settore dei Beni Culturali, ha deciso di mettere a disposizione del Comitato Scientifico della Scais la sua grandissima esperienza. L’Architetto ha posto l’accento su come la rigenerazione urbana sia anche una rigenerazione umana: secondo lui è importantissimo tornare a porre la giusta attenzione alle rovine e ai ruderi del nostro Paese nell’ottica di una giusta valorizzazione dei centri storici. Altro aspetto fondamentale della rigenerazione è proprio quello delle attività sportive, la cui radice lessicale “port” sancisce uno stretto legame con i centri storici: l’idea dello sport è nella sua gratuità e nel suo rappresentare una tregua dalla frenesia quotidiana. Non c’è separazione tra sport e città e l’architetto ha cercato di dimostrarlo con una carrellata di immagini che rappresentano la storia e l’evoluzione di questo stretto legame nei 150 anni di storia italiana.

Sono seguiti poi interventi più squisitamente tecnici e pratici legati all’idea di riqualificazione urbana connessa all’attività sportiva. Il Prof. Acierno, docente di Urbanistica presso l’Università Federico II di Napoli, in collegamento web, ha illustrato il tema delle infrastrutture verdi e blu (che rappresentano un potenziamento della rete ecologica, favorendo la biodiversità ma anche fornendo dei servizi al territorio, ad esempio nell’ambito dello sviluppo di un turismo sostenibile) che possono aiutare a concretizzare sul campo della pianificazione gli interventi di rigenerazione urbana. Si tratta di infrastrutture che stanno alla base del nuovo concetto di città , che devono svilupparsi nel senso di una rete di interazioni fra i vari elementi che compongono un territorio, generando una condizione di benessere: naturalmente comprendono le aree legate allo sport, che possono facilmente costituire proprio un pezzo di infrastruttura verde, come nel caso dell’Olympic Park di Londra che il Professore ha illustrato come esempio di riqualificazione urbana verde che ha consentito di realizzare al meglio la sua successiva trasformazione in area residenziale senza spreco di risorse.

Il seminario è proseguito con l’intervento del Dott. Fabio Pagliara, presidente della Fondazione Sport City che si pone come obiettivo proprio quello di realizzare in concreto una rigenerazione urbana delle città in ottica sportiva. Si tratta di un modello di sviluppo di aree urbane che pone al centro il benessere e la salute dei cittadini, passando dall’hardware al software, cioè ai servizi a misura d’uomo. La pandemia ha portato ad una maggiore consapevolezza presso gli Italiani che lo sport renda felici ed ha accelerato il processo di formazione delle Sport City che diventano sempre più necessarie.

Ancora più nel concreto del concetto di rigenerazione urbana sono andati i due interventi finali dell’Architetto Federica Mares e del Prof. Paolo Camilletti, docente di Architettura del Paesaggio presso l’Università La Sapienza di Roma: la prima ha illustrato nel dettaglio il progetto già introdotto dal Dott. Lucci della realizzazione di un polo sportivo nell’area abbandonata di Tivoli Terme a seguito di un attento studio del target a cui destinare l’opera e del contesto circostante. Il secondo ha parlato invece del suo progetto di realizzazione di un parco sportivo lineare nella città di Rieti, lungo le rive del fiume Velino, risorsa acquatica che rappresenta un valore fondamentale anche a livello di identità culturale della località. Grazie agli investimenti del comune di Rieti, che ha creato una vera e propria strategia di riqualificazione urbana della città, è nato il progetto Rieti 2020, legato ad un evento sportivo quale i Campionati Europei di Atletica Leggera under 18 ( poi posticipati causa Covid al 2021), che ha come obiettivo la creazione di un parco circolare diffuso che riunisca elementi quale attenzione all’ambiente, salute, sport ed identità culturale. Si tratta di un perfetto esempio di best practice nell’ambito della realizzazione di progetti di rigenerazione urbana.

L’altissimo indice di apprezzamento riscontrato nella compilazione del questionario di soddisfazione da parte dei numerosi partecipanti iscritti al webinar, è prova del gradimento del pubblico per gli argomenti trattati. Si è auspicato che, data l’importanza e l’attualità del tema, si possano realizzare ulteriori incontri ad esso dedicati.

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